9 marzo 2011

LA FELICITA'

di Walter Iozza

In fondo alla strada
stava la grande fontana.
Mi guardai attorno ...
..........................stupito.
Tutto era così diverso,
così puro.
Si udiva soltanto un
dolce e fresco vento.
Sembrava che solo lui
abitasse quei luoghi
e tutti riconoscessero
in lui un portatore di
pace.
Devote si piegavano le
spighe e la dove il
cielo era più scuro
cupo rintonò il tuono.
Mi lasciai cadere tra
l'erba, e sorridendo
strinsi tra le mani
la terra.
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8 marzo 2011

IL GIGANTE E IL FIORELLINO


10/7/1988
Sono un gigante
e tu sei un fiorellino.
T'ho calpestato
ma or ti porto via.
Ti stringo tra le dita
e già ingialliscono
le verdi foglie
e i bianchi petali odorosi.

No fiorellino
non appassire!
Ti amo troppo
ma ho forse troppo amato me.
Te ne starai
con gli altri fiorellini,
con le farfalle
e il sole su di te.

No fiorellino,
non ti porto via!
Starò quì a guardarti,
starò a te vicino
e se con un dito
vorrò solo sfiorarti
aspetterò che adagi il sole
l'ombra del mio dito su di te.

Sarò felice fiorellino
di sentir di te solo il profumo.

Ed io
solo un gigante sarò per te.
giuseppe ferlito
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4 marzo 2011

AVANTI POPOLO, C'è POSTO


Silvio, rimembri ancor
quel tempo della tua vita immortale,
quando progressismo e libertà,
democrazia e potere al popolo
a noi sporchi comunisti appartenevano
e tu, lieto ed esoso
con la raccolta pubblicitaria ti arricchivi?
Suoneranno le api...celle stanze
al tuo perpetuo canto?
Allor che all'opre femminili intento
godevi assai contento
di quello svago che in mente e ar core avevi.

Be! Visto che ti sei appropriato di tutte le terminologie,
tié! Becchete anche il nostro inno e cantiamolo insieme da buoni compagni.

Attacca Bastià:

Avanti popolo,
damose na mossa!
Bandiera nero rossa,
bandiera nero rossa   
trionferà.

Bandiera nerorossa
la trionferà,
evviva "er popolo de la     libbbertà"!

Bandiera nerorossa
sur cazzebo trionferà,

Evviva er comodismo
e la LIBBERTA'!
e qui il coro dell'Olgettina (alla cinese) conclude:
"de ciò che ce piace fà".
Si consiglia l'accompagnamento della "Banda del Predellino"

Dalla Balilla lei suona il clacson e lui... la trombetta.

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2 marzo 2011

RUDERE


Catania 30/6/1988
Guarda rudere!

I rossi raggi del sole
lambiscono le tue stanche rovine
e già s'apprestan le turiste, vecchie e bambine,
e le giovani frotte di scuole;

e il giallo e il nero e il rosso
a respirar con te l'aria d'un tempo che fu.
Ansiosi t'ammiran, ti guardan, ti toccan e ancor più,
saltandoti addosso,

ti fanno sentire,
dicendo di te, parlando con te,
sotto il sole cocente, che ancor sei un re;
che ancor puoi gioire.

E mentre sei li, sorridente,
e di rosso ti si dipingon di nuovo le membra,
l'ultima bimba chiamarti per dirti: "Torno presto", sembra
e di te non le importa più niente.

L'aspetta una casa;
non colonne, non archi, non rovine di gloria
ma una dimora di vita, scevra si d'eroi e di boria
ma di umano calore odorosa.

Un bianco lenzuolo,
una lacrima, un sorriso, un tenero bacio di mamma,
si spegne la luce e di vita s'illumina quella piccola calda capanna.
Tu sei li tutto solo.

(Anche l'ombre da te se ne vanno).
E quando la luna ti guarda par che ti dica:
"Eri bello e maestoso ma di viver non far più fatica,
non trarti ancora in inganno!

Guarda!

Come me non sai altro che ridere.
Il tuo viso allo specchio
vedrai pallido, sterile e vecchio
perché, come me, non sei altro che un rudere".

giuseppe ferlito
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